28 aprile 2010

Frena la produzione di rifiuti urbani in Italia

Categoria: Tecnoinformati – eva 15:42

Il Nord centra l’obiettivo della differenziata. Ancora troppe discariche

Si arresta la produzione di rifiuti in Italia: nel 2008 si ferma a 32,5 milioni di tonnellate. La raccolta differenziata al Nord supera l’obiettivo del 45%, ma Centro e Sud sono ancora troppo lontani (22,9% e 14,7%). Miglior regione per raccolta differenziata è il Trentino Alto Adige con il56,8%. Alla Sardegna la palma della miglior performance tra 2007 e 2008.
Discariche: l’Italia al 45%, è oltre la media europea del 42%. La Regione Lombardia ne è quasi priva (solo l’8%). Ancora: nel 2008 gli italiani spendono in media oltre 130 euro a persona per i rifiuti. Superato il target europeo di riciclaggio e recupero degli imballaggi, ma il 2008 segna un rallentamento nonostante i miglioramenti delle filiere carta e vetro.
Questi gli argomenti principali affrontati oggi nel corso della presentazione del Rapporto Rifiuti urbani dell’ISPRA. Ma seguiamoli nel dettaglio.

Produzione rifiuti: valori nazionali
Si arresta la produzione di rifiuti urbani in Italia. Dal 1996 ad oggi, secondo i dati del Rapporto Rifiuti ISPRA, per la prima volta si registra un segnale di arresto rispetto all’anno precedente: nel2008 sono stati prodotti poco meno di 32,5 milioni di tonnellate con una leggera contrazione (-0,2%) rispetto al 2007. Calano soprattutto nel Mezzogiorno (-2,2% tra il 2007 ed il 2008), molto meno nel Centro (-0,7% circa), mentre al Nord il dato appare in controtendenza, facendo rilevare una crescita di produzione pari all’1,5%. La diminuzione può essere legata a diversi fattori: si è rilevata negli anni una correlazione, più meno evidente, tra produzione di rifiuti urbani e gli indicatori socio economici come il PIL e la spesa delle famiglie. Quest’ultima, nel 2008, si è effettivamente ridotta dell’1% a causa della crisi economica.

Produzione rifiuti pro capite
Stessa contrazione anche per la produzione pro capite, che fa seguito al calo già  riscontrato tra il 2006 ed il 2007: si attesta a 541 kg/abitante per anno, erano 546 kg/abitante per anno nel2007 e 550 kg/abitante per anno del 2006. Il fenomeno in questo caso è legato anche ad un aumento della popolazione residente, che ha di conseguenza fatto diminuire il valore pro capite di produzione dei rifiuti. Tra 2006 ed 2008 i residenti in tutte le regioni italiane sono cresciuti di oltre910 mila unità, di cui oltre la metà (550 mila) attribuibili al solo Nord.
A livello regionale i valori di produzione pro capite più  elevati si osservano per la Toscana,con oltre 686 kg per abitante per anno, seguita dall’Emilia Romagna con 680 kg per abitante per anno e l’Umbria con 613 kg per abitante per anno. Va sottolineato, però, che in Toscana ed Umbria si osserva un progressivo calo già a partire dal 2006, anno in cui la produzione pro capite si attestava, rispettivamente, a 704 kg/abitante per anno e 647 kg/abitante per anno. I valori di produzione pro capite più  bassi in Italia si riscontrano, nel 2008, in quattro regioni del Sud:Basilicata (386 kg/abitante per anno), Molise (420 kg/abitante per anno), Calabria (459kg/abitante per anno) e Campania (468 kg/abitante per anno).

Raccolta differenziata: dati nazionali e per macro aree
Continua il trend di crescita della raccolta differenziata anche nel 2008, che raggiunge il30,6% della produzione totale dei rifiuti urbani, mentre nel 2007 si assestava al 27,5% circa.Tuttavia, non viene ancora conseguito l’obiettivo fissato dalla normativa per il 31 dicembre 2008(45%).La situazione appare notevolmente diversificata nelle tre macroaree geografiche. Mentre il Nord,con una percentuale pari al 45,5%, supera l’obiettivo fissato dalla normativa, il Centro, con il22,9% ed il Sud, con il 14,7%, risultano ancora decisamente lontani da tale target.

Raccolta differenziata: i dati delle Regioni 1
A livello regionale sono il Trentino Alto Adige ed il Veneto le regioni con le più alte percentuali di raccolta differenziata, pari rispettivamente al 56,8% e 52,9%. Tra le regioni del Nord, quelle che nell’ultimo anno fanno registrare i maggiori progressi sono l’Emilia Romagna (+5,7 punti) e il Friuli Venezia Giulia (+4,9 punti) che si attestano a percentuali di raccolta pari, rispettivamente, al42,7% e 42,6%. Per quanto riguarda il Centro, la Toscana fa registrare il miglior tasso di raccolta differenziata, pari al 33,6%, mentre le Marche hanno il primato della miglior performance fra le regioni del centro Italia (+5,3 punti percentuali). Il peggior risultato spetta al Lazio (12,9% di raccolta differenziata). Al Sud la regione Sardegna fa registrare un consistente progresso, toccando nel 2008 la quota del 34,7% e conquistando il primato della regione che ha segnato il miglior progresso in Italia (6,9 punti in più rispetto al 2007). Crescita rilevante anche in Campania (incremento della percentuale di raccolta di 5,5 punti tra 2007 e 2008), dove sono soprattutto le provincie di Avellino (36,9%) e Salerno (33,3%) a tenere alta la media regionale, a fronte delle problematiche connesse alle condizioni emergenziali ancora presenti nelle province di Napoli e Caserta (rispettivamente al 14,8% ed all’11,5%).

Raccolta differenziata: le 27 con più di 150 mila abitanti
Tra le città  con più di 150 mila abitanti, è ancora Reggio Emilia con il, 47,3% che fa registrare la più  elevata percentuale di raccolta differenziata. Superano la soglia del 40% anche Ravenna(43,8%), Parma (43,2%), Modena (42,2%), Torino (40,7%), Padova (40,6%) e Brescia (40,3%).Sono comunque 15 le città  italiane a superare la soglia del 30% di differenziata nel 2008(erano 12 nel 2007) e tra queste ci sono due delle quattro maggiori città italiane, ovvero Torino e Milano. Roma migliora di poco arrivando al 17,4% (16,9% nel 2007), mentre Napoli fa rilevare un calo, attestandosi al 9,6% (era all’11,5% nel 2007).
Tra le città del Sud, in crescita, seppur ancora contenute, appaiono le percentuali di raccolta di Cagliari (dall’11,3% del 2007 al 17,8% del 2008), Bari (dal 12,1% al 16,8%) e Foggia(dall’8,6% al 12,5%), mentre per gli altri centri (Catania, Palermo, Taranto e Messina) si osservano, ancora, tassi di raccolta decisamente bassi, ben al di sotto del 10%.

Gestione dei rifiuti urbani: il conferimento in discarica
La discarica si conferma la forma più diffusa di smaltimento dei rifiuti urbani, nonostante sia l’opzione meno adeguata dal punto di vista ambientale. Nel 2008 vi sono state inviate 16 milioni di tonnellate di rifiuti, pari al 45% circa di quelli complessivamente gestiti. Si nota, comunque,una riduzione rispetto al 2007 (-930 mila tonnellate, pari al -5,5%). La diminuzione è imputabile soprattutto al Sud con -9% e al Nord con – 7%. Il Centro, al contrario, ha aumentato di 75 mila tonnellate la quota inviata in discarica (+1,5%).
Nel computo dello smaltimento non possono non essere considerate anche le cosiddette “eco balle”stoccate in Campania. Difatti, quando le forme di stoccaggio d’emergenza vengono prolungate,diventano a tutti gli effetti forme di smaltimento in discarica. Questi siti hanno accolto annualmente, a partire dall’anno 2002, quote rilevanti di rifiuti, sfiorando alla fine del 2008 i 6milioni di tonnellate. Successivamente, a seguito degli interventi effettuati dal Governo, lo stoccaggio ha cominciato a diminuire.
La regione Lombardia, mantiene il primato virtuoso di regione che smaltisce in discarica la percentuale inferiore di rifiuti urbani prodotti, pari all’8% del totale, facendo registrare ancora un miglioramento (-14%) rispetto al 2007. Ottimi risultati anche in Friuli Venezia Giulia, con una quota smaltita pari al 16% della produzione, in Veneto (22% di smaltimento) ed in Trentino Alto Adige (36%) dove le percentuali di raccolta differenziata raggiungono elevati livelli.Miglioramenti si osservano in Sardegna, dove lo smaltimento in discarica passa dal 58% del 2007al 52% del 2008: risultato dovuto in gran parte ai progressi fatti registrare in termini di raccolta differenziata.
In termini assoluti, il Lazio si conferma la regione che smaltisce in discarica la quantità maggiore di rifiuti, oltre 2 milioni e 800 mila tonnellate, corrispondenti all’86% dei rifiuti prodotti. Il solo comune di Roma ne manda quasi 1,5 milioni.Elevate percentuali di smaltimento in discarica si rilevano, anche, in Molise (90%), Sicilia (89%) e Puglia (80%).

Gestione dei rifiuti urbani: il compostaggio, la digestione anaerobica e l’incenerimento
Tra le operazioni di recupero, cresce il compostaggio dei rifiuti da matrici selezionate, sia nella quantità sia nel numero di impianti presenti sul territorio. Complessivamente, nel 2008, risultano operativi 229 impianti di cui, 154 localizzati nelle regioni del Nord, 38 al Centro e 37 al Sud. Il compostaggio ha interessato un quantitativo di rifiuti urbani pari a circa 2,7 milioni di tonnellate ed è aumentato del 12% rispetto al 2007. L’aumento si registra in tutte le aree del Paese ed è particolarmente rilevante nelle regioni del Sud: +46,5% rispetto al 2007, soprattutto in Molise,Puglia e Sardegna. Minori sono gli incrementi percentuali per il Nord (7,9%) ed il Centro (11,5%).In costante evoluzione anche la digestione anaerobica: tra 2007 e 2008 raddoppia la quantità di rifiuti avviati al trattamento, che passano da 231 mila a 439 mila tonnellate.
I rifiuti urbani e il CDR avviati ad incenerimento nel 2008 sono 4,1 milioni di tonnellate (il 12,7%di quelli prodotti). Sono 49 gli impianti presenti sul territorio, 28 dei quali al Nord. I 45 impianti operativi che hanno recuperato energia, hanno prodotto circa 3,1 milioni di MWhe di energia elettrica e 937 MWht di energia termica.

Costi gestione del servizio di igiene urbana
Nel 2007 i rifiuti sono costati in media agli italiani 131,5 euro a persona. I grandi comuni con più di 50 mila abitanti pagano di più, circa 152 euro pro capite, mentre i piccoli centri al di sotto dei 5 mila abitanti spendono mediamente 96 euro a persona. In media la spesa per gestire i rifiuti urbani è cresciuta del 2,8% rispetto al 2006.
La ripartizione dei costi è la seguente: il 46% è imputabile alla gestione dei rifiuti indifferenziati,il 19,1% alla gestione delle raccolte differenziate, il 15% allo spazzamento e lavaggio delle strade e la rimanente percentuale ai costi generali del servizio.
I costi specifici diretti di gestione per kg di rifiuto ammontano a 16,49 eurocentesimi/kg per la gestione dei rifiuti indifferenziati ed a 13,65 eurocentesimi/kg per la gestione della frazione differenziata, di poco superiori ai valori calcolati per il 2006, in cui ammontavano rispettivamente a16,04 e 13,01 eurocentesimi/kg.
Nel 2009 il numero di comuni che applicano la tariffa (TIA) è  pari a 1.197 (14,8% del totale)che in termini di popolazione corrisponde a circa il 29%.Recupero rifiuti di imballaggio
Diminuisce di poco, nel 2008, la quantità di rifiuti di imballaggio avviata complessivamente a recupero: -0,7%, per un totale di 8,3 milioni di tonnellate. Relativamente al recupero dei singoli materiali, tra il 2007 ed il 2008, si registra un incremento per vetro (+6,7%), carta (+2,4%) e plastica (+0,4%) ed una diminuzione per legno (-12,7%), acciaio (-4,3%) e alluminio (-2,8%).Gli imballaggi cellulosici sono in assoluto i più recuperati perché rappresentano il 44% circa del totale.
Rispetto al totale degli imballaggi immessi al consumo, nel 2008 ne è stato recuperato il 69%,superando ampiamente, a livello nazionale, l’obiettivo del 60%, fissato dalla legislazione del 31dicembre 2008.

Il contesto europeo
I dati resi disponibili da Eurostat si riferiscono all’anno 2007. Con l’ingresso di Bulgaria e Romania, la produzione di rifiuti urbani nell’UE 27 raggiunge circa 258 milioni di tonnellate.La situazione risulta piuttosto eterogenea: la produzione pro capite passa dal valore minimo di 294kg per abitante della Repubblica Ceca, agli 801 kg per abitante riscontrati in Danimarca.In diversi Stati membri si riscontrano valori di produzione pro capite non troppo distanti da quelli italiani, come in Francia, Germania, Regno Unito, Estonia e Svezia. Valori superiori ai 600 kg procapite si registrano in Irlanda, Cipro, Malta e Paesi Bassi, mentre in Slovacchia, Polonia, Lettonia e Romania la produzione di rifiuti urbani procapite non supera i 400 kg per abitante.
Nel 2007, circa il 42% dei rifiuti urbani è stato smaltito in discarica, il 20% è stato incenerito,mentre il 38% è stato avviato a riciclaggio (incluso il compostaggio ed il trattamento meccanico biologico). Le discariche rappresentano la forma di gestione ancora maggiormente utilizzata,soprattutto nei nuovi Paesi membri. Va segnalato, però, che in alcuni Paesi, quali Germania, Paesi Bassi, Svezia, Belgio e Danimarca, il ricorso allo smaltimento in discarica diminuisce fino a raggiungere una quota inferiore al 10%.

Scarica Rapporto completo4586_recicle_periti_L

Amianto: in Italia ancora 30 milioni di tonnellate, 500 per ogni abitante

Categoria: Tecnoinformati – eva 15:15

Quante morti sono strettamente correlate alle esposizioni lavorative e ambientali all’amianto? E quanti sono i lavoratori edili che ogni anno si ammalano di mesotelioma? Nell’ambito della giornata mondiale per le vittime sull’Amianto, l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro cercherà, attraverso numeri e dati, di rispondere a queste domande. E’ infatti attesa nei prossimi giorni la pubblicazione del III rapporto prodotto dal Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM), istituito presso l’ISPESL.

Il volume riporterà  per esteso le caratteristiche del sistema di sorveglianza, gli indicatori epidemiologici di incidenza e un’analisi dettagliata delle caratteristiche di esposizione. Si tratta di uno strumento assai utile per la sanità  pubblica, la prevenzione della malattia e il riconoscimento dei diritti dei soggetti ammalati e dei loro familiari.

Il Terzo Rapporto del Registro Nazionale riferisce di un archivio che a gennaio 2009 contiene informazioni relative a 9.166 casi di mesotelioma maligno, rilevati in ragione di un sistema di ricerca attiva e di analisi standardizzata delle storie professionali, residenziali e familiari dei soggetti ammalati. Fino a 45 anni la malattia è rarissima (solo il 2,7% del totale dei casi registrati). L’età media alla diagnosi è di 68,3 anni. Il tasso standardizzato per mesotelioma maligno della pleura (certo, probabile e possibile) risulta pari a 3,42 casi (per 100.000 residenti) negli uomini e 1,09 nelle donne. In media la malattia si presenta generalmente dopo più di 40 anni dall’inizio dell’esposizione, tuttavia il range di variabilità della latenza è estremamente ampio.

Il rapporto in particolare pubblicherà un focus specifico sui settori considerati “meno attesi”, come quello edile, a cui si addebitano il maggior numero di ammalati nella casistica recente. Un focus di grande rilievo e attualità vista la forte incidenza di lavoratori edili colpiti da mesoteliomi pleurici e peritonali.

L’Istituto inoltre attraverso il rapporto farà luce sullo stato attuale del processo di eliminazione dei milioni di tonnellate di materiale contenente amianto che impregnano il nostro paese. Al momento le stime più  pessimistiche parlano di 30 milioni di tonnellate: 500 chili per abitante.  Numeri che si incrociano con l’alta presenza di decessi per malattie asbesto correlate: circa 3mila casi l’anno solo in Italia.

“L’attività del Registro Nazionale dei Mesoteliomi – ha sottolineato Sergio Iavicoli,  direttore del Dipartimento di Medicina del Lavoro Ispesl – si colloca all’interno delle iniziative per la sorveglianza epidemiologica dei tumori professionali. Tale attività ha avuto un grande impulso dal decreto legislativo 81/2008 ed è una delle direttrici fondamentali del nostro dipartimento”. “In particolare – conclude Iavicoli  – l’attività ha assunto grande rilevanza in ordine ai profili della Sanità pubblica e della prevenzione delle malattie lavoro-correlato”.4569_amianto_ingegneri_L

27 aprile 2010

Pubblicata la quinta edizione della guida al Conto Energia

Categoria: Tecnoinformati – eva 15:44

La pubblicazione è un facile e completo strumento di consultazione per tutti coloro che intendono realizzare un impianto fotovoltaico e richiedere al GSE i relativi incentivi

La pubblicazione, curata dal Gestore dei Servizi Energetici,  è un facile e completo strumento di consultazione per tutti coloro che intendono realizzare un impianto fotovoltaico e richiedere al GSE i relativi incentivi.

La nuova guida riporta  l’aggiornamento delle tariffe incentivanti ai valori del 2010 e tiene conto dell’evoluzione del quadro normativo in seguito alla pubblicazione della legge Sviluppo 99/09 e della delibera AEEG ARG/elt 186/09.

La Legge 99/09 introduce numerose misure a favore dello sviluppo del fotovoltaico in Italia. Tra queste sono da evidenziare:

- I Comuni fino a 20mila abitanti possono richiedere il servizio di scambio sul posto per gli impianti di potenza inferiore ai 200 kW;

- Il Ministero della Difesa può usufruire del servizio di scambio sul posto anche per impianti di potenza maggiore ai 200 kW;

- I Comuni possono destinare terreni di propria appartenenza per realizzare impianti da cedere a privati e cittadini.

La modifica più rilevante della delibera dell’Autorità 186/09 è invece quella che prevede la possibilità, per gli utenti dello scambio sul posto, di richiedere al GSE il rimborso monetario delle eccedenze di produzione rispetto ai consumi, su base annuale.

Download la quinta edizione della Guida al Conto Energia4585_energia_periti_L

La sonda spaziale alimentata dal sole

Categoria: Tecnoinformati – eva 15:18

Ikaros porterà a termine la sua missione viaggiando verso Venere alimentato solo dai pannelli fotovoltaici

Questo potrebbe essere l’inizio di programmi spaziali più “verdi”: il 18 maggio prossimo, il Giappone lancerà una sonda spaziale alimentata da energia solare. Si chiama Ikaros come il personaggio della mitologia greca tentò inutilmente di avvicinarsi al sole, ed è l’acronimo di Interplanetary Kite-craft Accelerated by Radiation of the Sun.

La navicella, costata circa 13 milioni di euro, è un progetto degli scienziati della Jaxa, l’agenzia spaziale giapponese, sarà lanciata in orbita dal centro spaziale nipponico che si trova sull’isola di Tanegashima mediante un razzo. Ikaros, che ha la forma di una sottilissima vela quadrata (lo spessore è di pochi micron), si sgancerà dal razzo e comincerà a incamerare energia grazie ai pannelli solari che ricoprono la sua superficie che forniranno l’energia necessaria per spostarsi.

La navicella nei prossimi sei mesi, porterà a termine il suo viaggio chiama Ikaros e gli scienziati guideranno il tragitto della navicella direttamente dalla Terra regolando gli angoli delle vele per permettere di incamerare il massimo della luce solare.

Poterebbe dunque essere l’inizio di una nuova era che potrebbe rivoluzionare i viaggi nello spazio: “Si tratta di una tecnologia ibrida che sfrutta energia elettrica e pressione”, ha dichiarato Yuichi Tsuda dell’Agenzia spaziale giapponese. “Quella delle vele solari sarà la tecnologia che permetterà lunghi viaggi interplanetari senza carburante e sfruttando unicamente l’energia del Sole. La disponibilità di energia elettrica ci consentirà di navigare più lontano e più efficacemente nel sistema solare”.4605_pannello_ingegneri_L

26 aprile 2010

I trasporti in Europa più verdi? Vero solo in parte

Categoria: Tecnoinformati – eva 15:55

Nella sua decima edizione, la relazione TERM dell’AEA presenta una panoramica dell’impatto dei trasporti sull’ambiente

Nella sua decima edizione, la relazione TERM dell’AEA  presenta una panoramica dell’impatto dei trasporti sull’ambiente, fondata su un’analisi di 40 indicatori rilevanti. I dati riportati nella relazione per il periodo 1997-2007 presentano un quadro eterogeneo, con alcuni miglioramenti degli inquinanti atmosferici e gravi preoccupazioni riguardanti la crescita persistente delle emissioni di gas a effetto serra causate dai trasporti.
Se da un lato, grazie ai progressi tecnologici, si producono veicoli più ecologici, dall’altro un numero sempre più elevato di passeggeri e merci percorre distanze sempre più lunghe, annullando così i vantaggi acquisiti in termini di efficienza. Sulla base di un’analisi delle tendenze a lungo termine, una nuova relazione dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) invita a elaborare una visione chiara che definisca il sistema dei trasporti in Europa entro il 2050 e politiche coerenti per realizzarlo.
“Negli ultimi dieci anni ci siamo concentrati su misure volte a migliorare la mobilità, separando le emissioni dei trasporti dalla crescita economica. Oggi possiamo constatare che gli ingenti investimenti nelle infrastrutture di trasporto ci hanno permesso di soddisfare maggiormente le nostre esigenze quotidiane, ma non hanno condotto a una diminuzione dei periodi di esposizione al rumore, al traffico e all’inquinamento atmosferico”, ha affermato la prof. Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’AEA. “In futuro dovremo concentrarci non solo sulle modalita’ di trasporto, ma anche sulle ragioni per cui le persone scelgono di viaggiare, perché in ultima analisi la mobilità è legata indissolubilmente alla qualità della nostra vita”.
I trasporti, compreso il trasporto aereo e marittimo internazionale, rappresentano circa un quarto delle emissioni complessive di gas a effetto serra nell’UE. A differenza di altri settori, l’impatto dei trasporti sull’ambiente continua ad essere strettamente legato alla crescita economica.

Tendenze e risultati

  • Il trasporto di merci tende a crescere a un ritmo lievemente più rapido rispetto all’economia; i maggiori incrementi nell’EU-27 si sono registrati per il trasporto di merci su strada e per via aerea (aumentato rispettivamente del 43% e del 35% tra il 1997 e 2007). Nello stesso periodo è diminuita la quota del trasporto su rotaia e per vie navigabili interne in rapporto al volume totale di merci.
  • L’attuale rallentamento dell’economia ha ridotto i volumi di trasporto, ma si prevede che i trasporti riprendano a crescere non appena riprenderà la crescita dell’economia.
  • Il trasporto di passeggeri ha continuato a crescere, ma ad un ritmo più lento rispetto all’economia. Il trasporto aereo all’interno dell’UE è rimasto il settore in più rapida crescita, con un aumento del 48% tra il 1997 e il 2007. La modalità prevalente di trasporto è rimasta l’automobile, che rappresenta il 72% dei chilometri complessivamente percorsi dai passeggeri nell’EU-27.
  • Nei paesi membri dell’AEA, le emissioni di gas a effetto serra dovute ai trasporti (con l’esclusione del trasporto aereo e marittimo internazionale) sono aumentate del 28% tra il 1990 e il 2007, e ora rappresentano circa il 19% delle emissioni complessive.
  • Nonostante le recenti riduzioni delle emissioni di inquinanti atmosferici, nel 2007 il trasporto su strada è stato il principale responsabile delle emissioni di ossidi di azoto e il secondo produttore di sostanze inquinanti che danno origine al particolato.
  • Tra i 32 paesi membri dell’AEA, solo la Germania e la Svezia sono al passo nella realizzazione degli obiettivi indicativi per il 2010 riguardanti l’uso di biocarburanti.
  • Il traffico stradale rimane di gran lunga la principale fonte di esposizione all’inquinamento acustico. Il numero di persone esposte a livelli di rumore nocivi, specialmente di notte, è destinato ad aumentare a meno che non vengano elaborate e attuate politiche efficaci in materia di inquinamento acustico.

Differenziata: nasce un nuovo modo di raccogliere il vetro

Categoria: Tecnoinformati – eva 15:47

Si dividono colorati e incolori per abbattere i costi energetici e garantire un recupero prossimo al 100%

Nasce per il vetro una nuova modalità  di raccolta differenziata: il bianco va con il bianco e i colorati si smaltiscono a parte, un po’ come si fa col bucato in lavatrice. Il progetto si chiama “Separati dalla nascita” ed è promosso da CoReVe (Consorzio recupero vetro), in collaborazione con il Comune di Verona, Amia (Azienda multiservizi di igiene ambientale, Assovetro, Unione Italiana Vini (Uiv), e Ancitel-Energia e Ambiente.

Il problema principale nell’attuale sistema di recupero del vetro consiste nel fatto che non è possibile creare contenitori di vetro trasparente dal riciclo di contenitori di colore misto. Differenziando invece il vetro colorato da quello incolore, è possibile ovviare a questo inconveniente, aumentando grazie alla campagna di sensibilizzazione la massa avviata a riciclo, e rendendo più efficiente il sistema. Il vetro incolore può essere recuperato con percentuali prossime al 100%.

I primi italiani che si stanno cimentando nel nuovo tipo di raccolta sono i cittadini veronesi e dei comuni della Versilia. Prima solo le utenze commerciali, ora anche le famiglie e i privati cittadini sono stati coinvolti. La separazione per colore “rappresenta una sfida strategica per il settore del riciclo del vetro e un’opportunità concreta di incremento dell’efficienza e della qualità della raccolta” afferma il presidente di CoReVe Enzo Cavalli, nel sottolineare che “la risposta della città di Verona alla sperimentazione è stata davvero entusiasmante”.

“Abbiamo condiviso immediatamente questa iniziativa – afferma il presidente di Unione italiana vini Andrea Sartori – perché rappresenta una straordinaria applicazione operativa di azioni eco-compatibili, e perché rientra in un più ampio nostro progetto d’investimenti e promozione della vitivinicoltura sostenibile”.È, infatti “fondamentale e strategico” per l’industria del vetro incrementare le quantità e la qualità di rottame di vetro derivante dalla raccolta differenziata, come evidenzia il presidente della Sezione vetro cavo di Assovetro Antonio Lui.

“L’utilizzo del rottame consente di abbattere significativamente i costi energetici, che sono quelli che più incidono nel processo di produzione della bottiglia, con conseguenti benefici ambientali, in termini di riduzione delle emissioni di CO2. Se in Italia – continua Lui – siamo a livelli di eccellenza per quanto riguarda il riciclato dal vetro di colore misto (circa il 65%) per quanto riguarda la raccolta del solo vetro bianco siamo ancora molto indietro rispetto a Paesi come Germania e Francia, costringendo le nostre aziende ad importarlo”.

“Ci auguriamo che presto altre amministrazioni comunali italiane decidano di seguire questo esempio, consentendo alle vetrerie italiane di reperire sul territorio nazionale rottame anche di colore chiaro”. Filippo Bernocchi, delegato alle Politiche ambientali per le Energia ed i Rifiuti di Anci e presidente Ancitel Energia & Ambiente, esprime infine grande soddisfazione per il progetto che è “un primo passo concreto verso una più generale ottimizzazione dei metodi di raccolta differenziata”.4564_vetroreciclato_periti_L

Ultimo volo di shuttle Nasa slitta a novembre

Categoria: Tecnoinformati – eva 15:35

1236_shuttleL’ultima missione dello shuttle della Nasa sarà rinviato a novembre, in modo che gli scienziati possano adattare l’individuatore di particelle da due miliardi di dollari per estendere la vita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Restano altri tre voli dello shuttle e l’agenzia spaziale Usa aveva previsto di chiudere il programma entro il 30 settembre con una missione finale dello shuttle Discovery per rifornire la postazione orbitante.
La missione finale è stata invece spostata e sarà quella dello shuttle Endeavour con l’Alpha Magnetic Spectometer, un progetto di 16 nazioni supervisionato dal Nobel Samuel Ting, scienziato del Massachusetts Institute of Technology. L’Ams, progettato per cercare particelle dell’antimateria ed altre forme di materia spaziale, era prevista per luglio.
Ma con la proposta dell’amministrazione Obama di estendere il programma della stazione spaziale almeno al 2020, gli scienziati hanno deciso di sostituire il magnete dell’apparecchio, con una durata di tre anni, con un altro che dovrebbe durare dagli 10 ai 18 anni.

23 aprile 2010

Una Soglia Magica per entrare a Milano

Categoria: Tecnoinformati – eva 15:58

4557_homeing_ingegneri_LUn tunnel luminoso e suggestivo è il vincitore del concorso per il progetto della “Nuova porta di Milano”

Milano avrà presto una nuova porta. Si chiamerà ”La Soglia Magica” ed è il progetto vincitore del concorso lanciato nel giugno 2009 da SEA – Aeroporti, per la creazione di un’opera d’arte capace di unire l’aeroporto al capoluogo lombardo.

La dodicesima porta di Milano sarà  una sorta di soglia virtuale formata da un taglio di luce. I passeggeri in transito varcano il filtro di questa soglia luminosa come se attraversassero un sipario impalpabile, effetto della materializzazione della luce ottenuta da un nebulizzatore ecologico. Le variazioni di geometrie, luci e colori registrano il corso del sole mentre per le ore serali e notturne il taglio di luce è ottenuto con un sistema di illuminazione artificiale.

L’iscrizione “Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora”, su una pietra collocata nel pavimento del nuovo atrio interno, è parte di un’opera composta da un numero di esemplari recanti questa iscrizione disseminati in un’ampia regione attorno all’aeroporto di Malpensa, a suggerire la molteplicità delle destinazioni. Per identificare la localizzazione di ogni singola pietra è possibile utilizzare il sistema Google Maps.

Il nuovo spazio, nel quale è  prevista una zona espositiva, ha un pavimento tracciato di punti luminosi blu come le luci di bordo delle vie di rullaggio dell’aeroporto. La copertura del nuovo spazio accoglie un tetto giardino fiancheggiato da due boschetti di betulle visibile dalla quota degli arrivi.

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Il progetto degli architetti Pierluigi Nicolin, Giuseppe Marinoni, Sonia Calzoni, Giuliana Di Gregorio e dall’artista Alberto Garutti è stato scelto per la sua capacità di inserirsi nel contesto della struttura esistente in una perfetta fusione tra arte e architettura.

La realizzazione di quest’opera fa parte dell’ampio disegno di sviluppo dell’aeroporto di Malpensa, messo in atto da SEA per adeguare le infrastrutture aeroportuali in vista del grande appuntamento di Expo 2015. L’investimento per la realizzazione dell’opera è pari a 1,7 milioni di euro. Si tratta di un finanziamento statale erogato dal Ministero delle Infrastrutture attraverso Enac.

21 aprile 2010

Silvertree, un grattacielo-albero

Categoria: Tecnoinformati – eva 16:08

A Londra i preparativi per le Olimpiadi coinvolgono anche l’edilizia

Progettato dallo Studio RHE, il Silvertree è un grattacielo di 24 piani avvolto da una luccicante pelle fotovoltaica che è inframmezzata da lussureggianti giardini verticali.

Il suo completamento è previsto per le Olimpiadi del 2012, quando l’edificio presenterà anche una pompa di calore geotermica e al suo interno un generatore di energia da biomassa per completare la sua gamma di funzioni di eco-sostenibili.

Situato nel Royal Victoria Docks nella contea di Newham, il Silvertree ospiterà uffici, negozi di vendita al dettaglio e caffè. La torre ha le sue credenziali ecologiche sulle sue stesse maniche, letteralmente. Su un lato, bande di alluminio curvato proteggono la torre dal sole mentre forniscono contemporaneamente lo spazio necessario e adatto per una serie di pannelli fotovoltaici. Sull’altro lato, una serie di terrazze verdi schermano l’interno dell’edificio dal sole e agiscono come giardini d’inverno. Per finire, una pompa di calore geotermica fornirà ulteriore energia rinnovabile al progetto.

Senz’altro un progetto promettente da tenere d’occhio nelle sue prossime fasi di cantierizzazione e costruzione.4613_silvertreeed_ingegneri_L

Geox: il palazzo che respira

Categoria: Tecnoinformati – eva 16:05

Nel centro di Milano la seconda azienda calzaturiera del mondo inaugura il palazzo monomarca fra estetica e tecnologia

La società, quotata alla Borsa di Milano, ha appena inaugurato a Milano il suo più grande e innovativo negozio monomarca, il “Palazzo che respira”. Il negozio, che si trova in via Torino, ospita la collezione di abbigliamento e calzature per uomo, donna e bambino.

Il progetto, a cura dello studio di Dante Benini, ha voluto valorizzare non solo l’edificio, ma anche tutto il tratto della via, ponendosi come un nuovo riferimento, riconoscibile ma non sovrastante.

La proposta è stata di creare, su tutta la facciata, uno scenario sempre mutevole e dinamico, ripresentando i colori delle stagioni. La necessità di risolverne i problemi di Milano, come l’inquinamento, il traffico e la cementificazione, ha ispirato l’idea di associare la superficie del fabbricato a quella delle foglie autunnali. L’insieme ha tracciato un’immagine vibrante e di forte impatto emotivo. Il progetto ha previsto la demolizione di tutto l’involucro architettonico preesistente, preservando solamente la struttura di cemento armato. La nuova facciata è stata costruita con tecniche a secco, prevedendo un’intelaiatura in carpenteria metallica per supportare sia i serramenti sia le superfici murarie. L’involucro è stato rivestito di pannelli di acquapanel, oltre all’isolamento “traspirante” in lana minerale.

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Questa tecnica ha permesso tempi di lavoro e costi contenuti se confrontati con le opere tradizionali. L’intonaco fotocatalitico, a base di biossido di titanio, possiede proprietà chimiche tali da permettere la trasformazione degli agenti inquinanti presenti nell’aria in polvere e quindi lasciare la facciata pulita per un tempo superiore alla media. La seconda pelle traspirante è una schermatura dalla tripla funzione: filtro solare, correttore ottico e scambiatore termico. I pannelli in lamiera microforata svolgono la prima funzione tramite un dispositivo elettrico computerizzato, che permette d’interagire individualmente con la schermatura scegliendo l’opportuna inclinazione del pannello.

La micro foratura permette, inoltre, un cambiamento percettivo dell’oggetto secondo la distanza d’osservazione. La superficie è completamente opaca se osservata da distante. All’interno dell’edificio, invece, il pannello diventa trasparente come una tenda. Con i pannelli in configurazione completamente chiusa, le correnti che s’incanalano attraverso le griglie metalliche, creano una lama d’aria ascensionale, migliorando quindi il rinfresco estivo mentre nei periodi invernali le stesse aumentano l’inerzia termica dell’involucro.

La facciata non è una semplice composizione architettonica ma una vera tecnologia basata su principi naturali a basso impatto ambientale. Allo stesso modo si è pensato a due tipi d’illuminazione. Una esterna, che “bagna” di luce l’involucro di pannelli microforati accentuandone i colori autunnali. Un’altra, interna, che illumina la vera parete esterna dell’edificio, donando alla pelle metallica la trasparenza di un velo.4521_geox_ingegneri_L