17 maggio 2010
Lo space shuttle Atlantis è arrivato sulla Stazione spaziale internazionale per consegnare un nuovo modulo russo e alcune parti necessarie per mantenere operativa la struttura dopo i due viaggi finali dello shuttle in programma quest’anno.
Il comandante dell’Atlantis Ken Ham ha attraccato la nave spaziale alle 16,28 ora italiana.
“Benvenuti alla stazione”, ha detto l’ingegnere di volo Soichi Noguchi per radio all’equipaggio dell’Atlantis.
14 maggio 2010
Se non si adotterà una nuova versione di Internet protocol, il mondo terminerà presto gli indirizzi Web disponibili, visto che il numero di dispositivi connessi al Web continua a crescere vorticosamente.
A dirlo è Rod Beckstrom, amministratore delegato di Icann, l’organismo che assegna gli indirizzi Ip, precisando che solo l’8 o 9% di indirizzi ipv4 sono liberi e che le società devono spostarsi al nuovo standard ipv6 il più velocemente possibile.
“Il tempo sta scadendo”, ha detto a Reuters in un’intervista. “Lo spostamento è davvero necessario”.
Ipv4, usato da quando Internet è diventato pubblico negli anni 80, è stato creato con lo spazio per solo pochi miliardi di indirizzi, mentre l’ipv6 ne può gestire migliaia di miliardi.
Una moltitudine di gadget, compresi fotocamere, lettori musicali e console di videogioco vengono sempre più connessi a Internet oltre a computer e telefonini, e ciascuno necessita di un proprio indirizzo Ip.
Hans Vestberg, l’AD di Ericsson, ha predetto all’inizio dell’anno che ci saranno 50 miliardi di dispositivi connessi entro il 2020.
Beckstrom si trova a Mosca per consegnare ufficialmente il primo dominio in alfabetico cirillico alla Russia. Invece di dover usare il classico dominio.ru, le organizzazioni russe ora potranno usare l’equivalente in cirillico.
Icann ha approvato la graduale introduzione dei domini internazionalizzati lo scorso anno e l’Egitto ha da poco introdotto propri domini in arabo.
12 maggio 2010
Trasformare gli aeromobili in disuso in navi marittime ad alta velocità
Una società denominata Hydro Lance propone di trasformare i vecchi, obsoleti aeromobili in navi marittime ad alta velocità, sostituendo le ali con stretti pontoni. Ad esempio un vecchio 727-200 potrebbe essere convertito in un traghetto per passeggeri ad alta velocità, ultra-stabile e in grado di viaggiare superando la velocità di 120 nodi.
Hydro Lance paragona il suo sistema di pontone “Harth” al concetto del catamarano, stabile anche in acque agitate. Lunghi pontoni stretti diffondono e dividono le forze variabili delle onde, invece di essere trasportati da esse. Grazie a questa caratteristica, le navi di Hydro Lance dovrebbero essere molto agevoli, realizzate esclusivamente con materiale leggero, in grado di navigare anche in mari molto mossi.
Il sito internet della società ha un video dove si approfondisce già il tema della tecnologia, dove si mostra una dimostrazione con un modello della nave in scala, e si discutono I benefici che offrirebbe il sistema Harth e le prestazioni che garantirebbe su alcune altre navi già costruite. Gli ingegneri del team di progettazione affermano inoltre che la tecnologia Harth fornirebbe un risparmio pari a sette volte il consumo attuale di carburante al miglio per passeggero.
Il retro-styling è interessante, ma è lecito chiedersi se i passeggeri gradirebbero avere una distribuzione dei posti aerea per un viaggio su nave che dura più di un ordinario volo aereo. Tuttavia, se ci fosse stato un certo numero di questi mezzi a portata di mano durante la recente chiusura dello spazio aereo europeo, probabilmente sarebbero stati riempiti dai passeggeri che avrebbero voluto o dovuto raggiungere le già fissate destinazioni.
http://www.hydrolance.net/
Dopo l’appuntamento del 2009 che ha avuto come sede la Mapei di Milano, il Team nazionale ESD organizzerà il prossimo Convegno ESD presso il prestigioso Centro di Ricerca Il Pischiello di Passignano sul Trasimeno (Perugia).
Questa sede consentirà di facilitare la partecipazione degli operatori e delle società del settore che operano in centro Italia, offrendo tra l’altro ai partecipanti l’ opportunità di visitare i prestigiosi laboratori di ricerca e le linee pilota del Centro che sono tra le più qualificate nel settore.
Anche questa edizione del Convegno, oltre a porsi come obiettivo la divulgazione della cultura ESD, vuole stimolare e sensibilizzare settori ed aziende coinvolte nella gestione di eventi ESD (Electrostatic discharge).
Verranno focalizzati i criteri inerenti la protezione passiva ed attiva e si indirizzerà l’attenzione verso tutti gli elementi tecnici ed amministrativi di un “programma ESD” attraverso esperienze dirette di utilizzatori che operano nel settore “auto motive” il quale si pone tra i più aggressivi in termini di “target” qualitativi (PPM).
Sarà possibile approfondire i requisiti ESD relativi ad apparecchiature automatiche e attraverso la partecipazione di Rainer Pfeifle, responsabile della delegazione tedesca in ambito IEC, saranno focalizzati i punti di rilievo della normativa IEC che definisce i requisiti inerenti la movimentazione di parti sensibili (alle ESD).
Si analizzerà l’evoluzione dei sistemi di protezione ESD in linea con lo stato dell’arte. Verrà inoltre trattata la gestione dei componenti MSD, che ricopre notevole interesse anche in funzione dell’incremento dei processi conformi alle direttive RoHS. Sarà infine discussa l’evoluzione tecnologica nel settore elettronico e la migrazione in atto verso le nanotecnologie.
Come ormai sperimentato nelle precedenti edizioni, è prevista in conclusione di giornata la consueta “tavola rotonda”, che vedrà la partecipazione di tutti i relatori, i quali saranno impegnati a focalizzare con i partecipanti gli aspetti più interessanti emersi nel convegno e a soddisfare eventuali quesiti sul tema.
Come saranno le città di domani? L’urbanistica del futuro sarà certamente incentrata sui temi della sostenibilità energetica ed ambientale e su una qualità della vita sempre più elevata. Di questo si è discusso a Greenbuilding, l’evento internazionale dedicato all’edilizia sostenibile che si è svolto a Verona.
Ma le “next city” ci sono già: esempi concreti sono Linz, Copenaghen, Stoccolma e Vienna, città europee in cui da tempo si è iniziato a progettare e a realizzare quartieri che già all’avanguardia vent’anni fa grazie a tecnologie innovative con edifici capaci di minimizzare i consumi energetici ed esaltare la vivibilità degli spazi puntando su illuminazione e circolazione naturale dell’aria.
La “solar city” di Pichling è il top, si tratta del quartiere sostenibile di Linz, il cui progetto è iniziato nel 1992 e che ora è divenuto realtà. Poi è la volta di Copenaghen che dal 1995 al 2005 ha ridotto del 20% le proprie emissioni di CO2 e intende ridurle di un altro 20% entro il 2015. Nella capitale danese non consumano annualmente più di 40 kWh per metro quadrato e i permessi per edificare sono subordinati a una verifica dei progetti su 14 punti che riguardano la sostenibilità: dal bilancio energetico all’uso dell’acqua. Non è da meno Stoccolma: la capitale svedese vuole azzerare le emissioni pro-capite entro il 2050.
Interessante è per esempio la banlieu di Jrra dove è operativo un progetto massiccio di riqualificazione energetica degli edifici costruiti tra il 1966 e il 1980, per ridurne il consumo medio da 188 a 80 kWh/mq anno, con la designazione da parte della municipalità di “sportelli energia” e di “responsabile energia” per ogni condominio. Un altro quartiere esempio è Hammerby, sorto bonificando una brownfield (ex area industriale parzialmente contaminata), in cui vengono integrate soluzioni all’avanguardia come, per esempio, le acque reflue vengono utilizzate per produrre energia attraverso la fermentazione dei residui organici trasformati in biometano, e nei trasporti viene scoraggiato l’uso dell’auto.
Un’altra esperienza limite è Vienna, città caratterizzata da sostanziosi aiuti pubblici all’edilizia (597 milioni di euro l’anno) erogati a patto che si rispettino i criteri di sostenibilità, come per il “Carfree settlement”: un progetto di edilizia popolare sostenibile da 244 appartamenti, ma con soli 24 posti auto.
11 maggio 2010
FederlegnoArredo, Centro di Informazione sul Pvc e Uncsaal, facendo proprio il documento dell’ANCI (Associazione Nazionali Comuni Italiani) “I Sindaci contro le polveri sottili”, hanno sottolineato in una lettera aperta firmata congiuntamente l’importanza di mantenere oltre il 2010 le detrazioni del 55% per gli interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico degli edifici.
Anche in un anno, come il 2009, caratterizzato dalle gravi ripercussioni della crisi economica che hanno ingenerato una forte contrazione del mercato italiano dei serramenti, le detrazioni del 55% hanno rappresentato tre valenze positive: sostegno all’industria in un momento fortemente recessivo, prosecuzione del rinnovo del patrimonio immobiliare italiano e suo adeguamento a regole di risparmio energetico, minore emissione di sostanze nocive nell’atmosfera.
Su un totale di 236.100 interventi che hanno avuto accesso alle detrazioni fiscali del 55% nel 2009, 114.310 sono stati quelli rappresentati dal cambio di finestre, ovvero il 48% del totale, appena il 5% in meno degli interventi realizzati nel 2008.
La lettera siglata dai presidenti delle Associazioni è indirizzata al Presidente ANCI Sergio Chiamparino, alla Vicepresidente ANCI Letizia Moratti, al Presidente del Consiglio Nazionale ANCI Gianni Alemanno, al Sottosegretario Ministero Economia e Finanze On.le Luigi Casero, al Sottosegretario Ministero dello Sviluppo Economico On.le Stefano Saglia, ai Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome italiane, ai Membri 5^ Commissione Bilancio, della 6^ Commissione Finanze e Tesoro e della 13^ Commissione Territorio Ambiente del Senato e ai Membri V Commissione Bilancio, della VI Commissione Finanze e della VIII Commissione Ambiente, Territorio, Lavori Pubblici del Senato, e ribadisce la assoluta necessità per il mercato e per i consumatori che l’indicazione per la riconferma del 55% oltre il 31 dicembre 2010 sia contenuta nel DQFP (Decisione Quadro di Finanza Pubblica) previsto per fine giugno, per poi essere definitivamente disciplinata dalla Finanziaria 2011.
Le Aziende aderenti alle tre Associazioni, i progettisti, i consumatori italiani e tutti i soggetti interessati alla riconferma del 55% oltre il 2010 potranno condividere la lettera e inviarla a loro volta a tutti i soggetti istituzionali attraverso i tre siti web associativi.
In allegato:
Lettera congiunta di FederlegnoArredo, Centro di Informazione sul Pvc e Uncsaal
Estratto dal documento ANCI “I Sindaci contro le polveri sottili”
10 maggio 2010
In occasione dell’inaugurazione della “National Electric Mobility Platform” da parte del Cancelliere tedesco Angela Merkel, Audi ha deciso di sottolineare ancora di più il suo impegno attivo nello sviluppo di un nuovo modello di mobilità sostenibile. Non a caso la nuovissima Audi e-tron è stata esposta come esempio presso la celebre Porta di Brandeburgo, simbolo della città e della Germania intera. La casa tedesca, tra l’altro, dovrebbe lanciare entro l’inizio del 2011 la nuova Q5 Hybrid, che dovrebbe ripercorrere le orme della A8 Hybrid vista allo scorso salone di Ginevra. La e-tron, dal canto suo, dovrebbe iniziare una produzione in piccola scala entro il 2012.
«In futuro i nostri Clienti potranno scegliere tra una vasta gamma di tecnologie – ha commentato Rupert Stadler, Presidente della Audi AG – Oltre ai nostri motori TDI e TFSI, altamente efficienti, saremo in grado di offrire le migliori soluzioni possibili in fatto di mobilità elettrica, proponendo sia automobili ibride sia veicoli puramente elettrici. In questa strategia di prodotto il nome “e-tron” giocherà un ruolo importante, proprio come il nome quattro è diventato negli anni sinonimo di trazione integrale, così “e-tron” sarà il nome della mobilità elettrica.»
Dopo la crisi, la crescita dei consumi elettrici sarà rallentata e le rinnovabili potrebbero produrre nel 2030 dal 39 al 45% dell’ elettricità consumata.
In questi scenari, viste le nuove centrali convenzionali in costruzione e già progettate, non c’è spazio di domanda aggiuntiva per nuove grandi centrali nucleari almeno fino al 2030. Questo quanto rileva il rapporto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, “Scenari elettrici post crisi al 2020 e 2030″.
Il rapporto prende in esame due scenari, uno virtuoso, blu, con un miglioramento di efficienza elettrica ed uno, grigio, di peggioramento dell’ efficienza elettrica. In entrambi gli scenari si ipotizza un forte aumento delle fonti rinnovabili che, mantenendo il trend di crescita in atto, raggiungerebbero nel 2020 la produzione di circa 107 miliardi di chilowattora e potrebbero poi superare 165 TWh nel 2030: dal 39% al 45% dell’elettricità consumata nel 2030 nei due diversi scenari considerati.
Nello scenario blu, che il Rapporto reputa il più probabile perchè coglie tendenze già avviate prima della crisi, l’incremento dei consumi di elettricità sarebbe dimezzato rispetto al decennio precedente. Con questo scenario si ritornerebbe ai consumi elettrici pre-crisi (del 2007) solo nel 2020. Nello scenario blu migliorerebbe l’efficienza energetica del Pil (da 261 chilowattora ogni mille euro di Pil nel 2010, a 240 nel 2030), vi sarebbe una riduzione della produzione di elettricità da combustibili fossili e le emissioni di CO2 si ridurrebbero, rispetto al 2005, del 20% nel 2020 e del 26,7%% nel 2030. In questo scenario servirebbero centrali elettriche con una potenza totale di 70,6 GW nel 2020 e 77 GW nel 2030: ve ne sono già funzionanti per 76 GW, con quelle nuove in costruzione vi potrebbe essere un eccesso di capacità produttiva di elettricità delle ulteriori nuove centrali già progettate e in fase avanzata di autorizzazione,la cui costruzione dovrà essere prevedibilmente,rinviata.
Nello scenario grigio, invece, si registrerebbe una crescita del consumo di elettricità significativo, ma comunque minore di quella del decennio pre-crisi, con un peggioramento dell’ efficienza elettrica del Pil.In questo scenario aumenterebbe la produzione di elettricità da combustibili fossili e le emissioni di CO2 diminuirebbero in modo insufficiente: nel 2020 del 10,3% rispetto al 2005, la metà rispetto agli obiettivi europei del 2020. Il fabbisogno di potenza elettrica al 2020 per fornire l’elettricità richiesta alla rete sarebbe di circa 76 GW che può essere soddisfatto con le centrali esistenti e con le nuove centrali termoelettriche convenzionali, per circa 5,2 GW, già in costruzione. Nel 2030 il fabbisogno di potenza elettrica sale a circa 87,6 GW: con l’aggiunta degli ulteriori impianti già autorizzati e non ancora in costruzione e quelli con progetti definiti ed in fase avanzata di autorizzazione, si potrà coprire tranquillamente il fabbisogno di potenza elettrica a quella data.
In tutti e due gli scenari, sia miglioramento, sia di peggioramento dell’efficienza elettrica del Pil, dopo i cambiamenti in parte prodotti, in parte accelerati, dalla crisi, viste le nuove centrali convenzionali in costruzione o già in fase di autorizzazione e visto lo sviluppo delle rinnovabili, non c’è spazio per un forte aumento della potenza elettrica installata come quella di nuove centrali nucleari, almeno fino al 2030. Per il 2020 e per il decennio successivo, dice il Rapporto, invece del nucleare, per ridurre ulteriormente le emissioni di CO2, converrebbe sviluppare e applicare alle centrali a carbone la cattura e sequestro della CO2(CCS): una tecnologia innovativa, con grandi potenzialità di sviluppo.
7 maggio 2010
Nel mese di aprile 2010 la quantità di energia elettrica richiesta in Italia,pari a 24,8 miliardi di kWh, è risultata in aumento del 3% rispetto ad aprile 2009.
L’incremento di aprile conferma, dopo il buon dato di marzo (+3,7%), il trend degli ultimi mesi di ripresa della domanda elettrica, che non aveva registrato una crescita così alta dai valori dell’autunno 2008.
Bisogna infatti risalire a settembre 08 per avere un incremento del fabbisogno elettrico del 3,1%rispetto all’anno precedente. Da allora, 15 mesi consecutivi col segno meno, poi valori stazionaria gennaio 2010 (+0,0%) e prima ripresa a febbraio 2010 (+2,1%).La variazione della domanda di aprile 2010, ottenuta a parità di giornate lavorative, diventa +2,6%depurata dagli effetti di una temperatura media mensile inferiore di circa mezzo grado centigrado rispetto ad aprile 2009.
Nel primo quadrimestre del 2010 la domanda di energia elettrica ha avuto un incremento del 2,2%rispetto allo stesso periodo del 2009 che registrò una brusca flessione rispetto al corrispondente periodo del 2008 (-9,1%).
A parità di calendario, il risultato del primo quadrimestre 2010 è invariato a +2,2%.Nel mese di aprile 2010 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per l’84,4% con produzione nazionale e per la quota restante (15,6%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (21,4 miliardi di kWh) è aumentata del 2,9%rispetto ad aprile 2009; in crescita le fonti di produzione termoelettrica (+14,3%), eolica (+13,8%),fotovoltaica (+18,2%) e geotermo elettrica (+2,1%); in calo invece la fonte idroelettrica (-30,4%).A livello territoriale la variazione della domanda è piuttosto differenziata sul territorio nazionale:+4,8% al Nord, +3% al Centro e -0,5% al Sud. I 24,8 miliardi di kWh richiesti nel mese di riferimento sono distribuiti per il 46,7% al Nord, per il 29% al Centro e per il 24,3% al Sud.In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di aprile 2010 ha fatto registrare un -1,2% rispetto al mese precedente.
L’analisi dettagliata dei consumi elettrici mensili provvisori del 2009 e 2010
Si segnala infine che da gennaio 2010 i bilanci nazionali mensili sono pubblicati con il dettaglio della produzione netta degli impianti.
5320 i partecipanti ai 71 convegni che hanno visto la presenza di 343 relatori con nomi di tutto rilievo tra cui: Ingmar Wilhelm, President, EPIA; John Andersen JR., Executive VP & Chief Operating Officer, REC Solar; Stuart Brannigan, Managing Director, Yingli Green Energy Europe; David Hogg, Head, Suntech Europe; T.K. Kallenbach, Executive VP for Marketing & Product Management, First Solar; Doug Rose, Vice President, Technology Strategy, SunPower; Marko Werner, Chief Sales Officer, SMA Solar Technology e Paolo Frankl, Head of Renewable Energy Unit, IEA. Non è mancata la presenza di architetti e urbanisti internazionali come Thomas Herzog, J. Boecker, Dan Mogensen Gustaf Landahl ed Eva Kail.
I seminari e i convegni in programma su Fotovoltaico, solare termico, idroelettrico, biomasse, cogenerazione e geotermia e gli appuntamenti dedicati all’efficienza energetica e architettura sostenibile, hanno visto la partecipazione di relatori esperti e tecnici del settore.
Gli oltre 1200 espositori, presenti nei dieci padiglioni con una superficie complessiva di 100mila metri quadri, e gli oltre 200 giornalisti accreditati sono l’ulteriore prova del successo di Solarexpo & Greenbuilding.
“Anche l’edizione 2010 di Solarexpo e Greenbuilding è stata caratterizzata da una forte crescita, siamo ormai stabilmente tra le prime cinque fiere a livello mondiale . Con il tutto esaurito come spazi espositivi e oltre 70mila visitatori certificati possiamo ritenerci soddisfatti – commenta Sara Quotti Tubi, direttore delle due manifestazioni -. La forte dinamicità del mercato delle rinnovabili a cui stiamo assistendo in questi ultimi anni e il trend di sostenibilità che caratterizza il settore dell’architettura hanno finalmente dato respiro al mercato sia a livello nazionale sia a livello internazionale, come testimonia la soddisfazione dei nostri oltre 1200 espositori”.
“Solarexpo e Greenbuilding rappresentano oggi un imperdibile appuntamento scientifico e di networking a livello internazionale – afferma Luca Zingale, direttore scientifico di Solarexpo e Greenbuilding -. Le centinaia di relatori provenienti da tutto il mondo, di alto livello istituzionale e di indubbio profilo professionale, che hanno partecipato agli oltre 70 convegni in programma durante i giorni della manifestazione – continua Zingale – hanno conferito all’Italia delle rinnovabili e dell’architettura sostenibile un ruolo di internazionalità e di leadership indiscussa”.
Il prossimo appuntamento di Solarexpo & Greenbuilding sarà sempre a Verona dal 4 al 6 maggio 2011.